23/05/1992 – 23/05/2012

20 anni fa
20 anni e sembra ieri
ricordo che ero in laboratorio
ricordo la radio accesa
ricordo che avevo freddo sebbene fosse maggio inoltrato
come oggi

ricordo che piansi
ricordo che mi dissi il prossimo è lui Borsellino
ricordo che la paura dilagò a macchia d’olio
sguardi smarriti
siamo persi
saremo perduti senza di loro
pensai al terrore
se ne ho io figurati la sua famiglia…

in questi 20 anni però non ho mai dimenticato la grande lezione di questi due formidabili eroi moderni.

La verità, l’integrità… la passione, sempre.

“La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”
Paolo Borsellino

lacrime e pioggia

“Loredana sorridi
non puoi fare altro che sorridere perché è magnifico
qui ci sei tu
e l’anima delle persone che hai saputo cogliere”

“chissà perché ogni volta che guardo le tue fotografie mi commuovo…”

e Loredana ha sorriso ed ha pianto
la tensione che si scioglie piano piano
lentamente
le persone che arrivano ed i complimenti continui
“Loredana… grazie
queste sono fotografie magnifiche”
“complimenti, è come guaradre la propria anima allo specchio”

“L’anima delle persone traspare, ognuna di loro ti guarda con una fiducia negli occhi che hai saputo non tradire”

“Tu, tu puoi fotografarmi, a te darei il permesso di leggermi nell’anima…”

“Loredana, Matilde è la tua Monnalisa… la guardi ed un minuto prima ti sorride ed un minuto dopo è più enigmatica
più la guardi e più ti racconta”

e Loredana quando la gente si allontana si volta e si infila gli occhiali da sole, che non c’è n’é bisogno perché siamo all’interno… ma a Loredana si velano gli occhi e Dio solo sa se vorrebbe dare sfogo alle lacrime di soddisfazione e tensione accumulata

che ancora non se ne è andata…

e arriva una signora, che mi prende per un braccio, mi accompagna ad uno scatto in bianco e nero, la guarda e mi dice “la compro”
ammutolita
la guardo… “sì, ha capito bene, la compro perché questa Loredana… questa è LA FOTO.

E oggi compio gli anni
in questa giornata di pioggia continua ancora tengo gli occhiali da sole
e piango
sarò un po’ depressa? sarò solo molto stanca? sarà che mi sento però un po’ sola? svuotata?
sarà che è solo l’inizio?
sarà che il messaggio è arrivato, dritto al cuore di chi è venuto
e questo mi ha fatto pensare che sono riuscita a comunicare qualcosa…

Ottima la prima, ora è tutta in salita
sarà per questo che piango?

La mia Monnalisa

la mostra sarà visibile ancora fino al 31 maggio… poi… poi si vedrà!

lascia il segno…

si dice “avere pelo sullo stomaco”…
bé, cresce
non avrei voluto
non sono mai stata una tigre incazzata come oggi
si tirano fuori le unghie
e si graffia…
oggi imparo che la troppa disponibilità non paga mai
eh sì, perché questo è un mondo abitato da gente di merda…
pochi, troppo pochi sono quelli di cuore
e chissà perché io credo che siano pure quelli che soffrono sempre di più
gli altri (ne farò parte ora?) gli altri hanno imparato prima di me a fottersene
a farsi i propri interessi spalando merda in faccia agli altri
a cavalcare la tigre con rabbia
a trovare il modo di tirare sempre l’acqua al proprio mulino
a dire perché no? senza tener conto della persona a fianco
ma oggi, oggi pure io mi sento così
una che ha tirato fuori le unghie ed ha lasciato i segni
una che non le ha mandate a dire con il silenzio ma ha reagito
dosando bene le parole

oggi scopro che so essere cattiva… e non mi piace

tra ottimismo e pessimismo

i momenti di felicità sono sempre troppo brevi
però quando li senti, quando ti ascolti sono unici…
avevano messo pioggia e temporali per domenica scorsa
e allora quale momento migliore per far fruttare una intera giornata a disposizione? foto del progetto sparse sul tavolo
passe-partout e scotch di carta e concentrazione
quando arrivo ad incorniciare Nikolay ho un momento di ebbrezza totale
perché un conto è vedere a video la foto
un altra è tenerla tra le mani…
ho chiuso gli occhi per un momento
e sono stata felice
da sola
con la mia musica
con le mie mani
con quella lacrimuccia scesa
a pensare che andava bene così
1 anno di lavoro
1 anno ancora già passato
anche se al lavoro non và
anche se probabilmente in fondo
non è che me ne freghi granché
anche se ero da sola
e anche se
avrei voluto dire
“allora? che ne pensi di questa?
questa è una tra le mie preferite
l’altra? l’altra è il mio portinaio… “
l’odore della carta fotografica
l’attenzione a non lasciare ditate
in quei momenti di assoluta appartenenza alla mia vita
ho pensato che sto gettando un piccolo seme
e se anche ne dovessi raccogliere uno solo
sarebbe sufficiente a darmi quella carica di cui ho bisogno
la voglia di proseguire in questo viaggio da sola

mi è stata chiesta la mia biografia…
la prima volta per me
che scrivere?
chi sono? che cosa desidero fare?
a fissare il monitor del mac a fumarmi una sigaretta sul terrazzo
a preparami le erbette
con mia sorella al telefono che urla a mia madre che mi sto facendo le verdure! CASO ECCEZIONALE! e a riderne…
io che le ho sempre mal sopportate
e a guardare le macchine passare e intanto pensare
anche con attimi di sconforto
a dirmi “ma chi mi credo di essere? che cosa pensi di ottenere? credi che qualcuno apprezzerà? credi forse di essere così particolare tu? sai quanti bravi ce ne sono a spasso?”
e via di pessimismo leopardiano

ecco… tra ottimismo e pessimismo siamo a metà settimana
venerdì si monta
sabato dalle 12 in poi sarà visibile
e la cosa bella è che la terranno su per l’intera settimana successiva…
ecco, questa sì, che è una bella notizia

l’altra bella è che
il vento cambia
e questo mi consola

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50 fotografie sotto il braccio
esco dall’ufficio incazzata come una iena
dovrei essere felice e invece sono inquieta
ancora una volta l’imbecille fa la figura dell’idiota
e tra imbecille ed idiota non è che ci sia margine di discussione
cammino
pensando
cammino sempre quando ho bisogno di pensare
rifletto sull’ego delle persone
così smisurato alle volte da sorprenderti per tanta saccenza
nelle vene gli scorre superbia e presunzione
quanti ne ho conosciuti di uomini così…
sarà per questo che penso che sia un imbecille
non si va mai molto lontano… anzi il più delle volte si rimane fermi al palo
con le proprie idee portate avanti più per abitudine che per credo reale
a meno che uno non si metta le fette di salame sugli occhi
ed alcuni lo fanno
eccome
e vanno avanti a dire le stesse cose che dicevano 10 anni prima
a raccontarsela e a raccontartela
bé quasi ci provano a farti cambiare idea
ma poi… se sei un idiota alla fine dei giochi sono i fatti che parlano
sai con le parole che ci fai? ti ci pulisci il sedere
che è più facile poi pensare di crederci, che crederci davvero…
e nemmeno se ne accorgono… circondati da persone che per paura non esprimono le proprie opinioni a riguardo… e si attorniano, come in un harem, di leccaculo uguali a loro
il copione che si ripete e recitano sempre la stessa parte
c’è differenza nei mondi della politica, del lavoro o nelle amicizie?
ho 450 amici su FB :-) ma veri quanti sono? 4… 5… 6…

e meno male…

Dio, mi viene la nausea…

Invictus

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come il pozzo senza fondo che va da un polo all’altro,
Ringrazio qualunque dio possa esistere
Per la mia anima indomabile.

Nella stretta morsa delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato
Sotto i colpi avversi della sorte
Il mio capo sanguina, ma non si china.

Oltre questo luogo di rabbia e lacrime
Incombe solo l’orrore dell’ombra
Eppure, la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

Kick Boxing / Thai Boxe

la metropolitana verde non è poi così colma di gente
per una volta che esco prima dall’ufficio
mi dico che devo passare dall’orologiaio a far mettere la pila ma me ne dimentico e vado a passi lenti verso la fermata di cadorna
linea verde linea vuota
posto libero
mi siedo
un ragazzo carino che mi sorride
dalla borsa estraggo il mio bel libro e tra le righe che non vedo penso…
e sale alla fermata successiva
e si siede a fianco del ragazzo con l’ipod che mi guarda
comincia  a fasciarsi le mani e lo fa maldestramente
gli farei una foto penso…
questa sera anche io ho la kick
gli sorrido, mi guarda e imbarazzato continua nel suo lavoro
non si fa così… mi scappa ad alta voce
il ragazzo con l’ipod lo guarda e gli dice che sì
deve fasciare le nocche, sono le prime che si fanno male
quanti anni avrà? 35? più o meno… gli dico che forse ha fasciato troppo il polso
che il pollice ha bisogno di protezione perché tirando pugni si insacca facilmente se debole di fasciatura
si libera il posto di fianco al mio
mi sorride, tira sù lo zaino mi si siede a fianco e mi dice
fallo tu…
hai tempo?
fino a Loreto mi risponde
ok…
e comincia la danza
e cominciano i sorrisi
come se ci conoscessimo da tempo
le mie sono rosse penso
le sue fasce sono nere
così mi hanno insegnato… a me nessuno, tu sei la prima
arriva la fermata
la fasciatura va benone
non troppo stretta
è la tua fermata gli dico
e non c’è tempo
mi guarda mi stringe la mano
a presto…e…
le porte che si aprono e sguardi che corrono
e… gli muore in gola qualsiasi cosa volesse dire
di niente gli dico…
:-)

aspetto C al ristorante
è pieno
ho fame
è tardi
fuori una brezza milanese fantastica
aria… ah che bello… osservo la gente della mia via che va e viene
etnie diverse che muovono gli stessi passi verso luoghi differenti
il ragazzo aspetta l’asporto
si attacca bottone
ha punti sul sopracciglio sinistro
insegno boxe… e tu?
io… aspetto il mio amico
ma è solo un amico?

e tu hai la metà dei miei anni…
esagerata…
C arriva mentre noi ridiamo
è geloso…
ma non è un pochetto troppo giovane?
e io che ci posso fare? mica gli ho dato il numero di telefono! però gli hai dato la cartolina della mostra…
eh sì, abita qui, sarebbe bello se persone diverse la vedessero no? e poi questo è marketing…

due boxer in un solo giorno…
mi piace questo sport!

Riflessi di Vita

Image

perché tutti facciamo la stessa strada.

Nikolai è l’uomo tutto fare della Chiesa vicino casa. Lui è uno dei 50 ritratti che esporrò alla mostra fotografica.

“Loredana la vedi quella croce che svetta sulla cupola? l’ho messa io…” Quella croce la guardo ogni sera tornando a casa. La guardo e penso che di sera sia bellissima, così lucente nella notte, così brillante e così semplice. Mi rivolgo a Lei quando alle volte sono stanca, quando ci sono quei giorni in cui penso che forse per me non ci sarà quel futuro che tanto avevo sognato da ragazza… e poi prego, prego un passo dopo l’altro dicendomi che sono una donna fortunata. Mi piace quella croce e mi piace lui. Ha uno sguardo furbo, intenso, intelligente e biricchino…

Il mio amico Mau mi ha chiesto se poteva scrivere qualcosa del mio progetto dopo aver visto le foto in anteprima… Tu hai un dono… il dono di riuscire ad instaurare un rapporto immediatamente intimo con la persona che hai di fronte… tu cogli l’attimo…

Lo spero… ci credo, ci provo… mi muovo.

Uomo di fatica, uomo in cerca di un futuro migliore, nel suo sguardo si legge tutta la sua vita, nelle sue mani sporche e forti la voglia di fare. Questo è lo spirito della mia Mostra fotografica. Siete tutti invitati.

A chi passa di qua inciampando o a chi ci viene per sapere come sto… sto bene. Anche se tremo.

Oggi comincio a scrivere le didascalie delle foto, loro, le 50 sono in fase di stampa… io… sorrido con il mio nuovo taglio di capelli (corti) il mio vestito colorato, e le mie scarpe comode. Nella mia pelle e nella pelle degli altri.

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